L’importanza della respirazione per il benessere psicofisico

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Oggi affrontiamo il tema dell’importanza di una corretta respirazione per il nostro benessere psicofisico.

Il lavoro sul grounding e il lavoro sulla respirazione sono due aspetti fondamentali per poter vivere a fondo il percorso di conoscenza del proprio corpo e quindi di sé stessi. Che cos’è il grounding lo abbiamo visto nell’articolo precedente, puoi rileggerlo qui.

Per quanto riguarda la respirazione, per comprenderne l’importanza, partiamo dal concetto di energia. L’analisi bioenergetica, infatti, può essere definita come lo studio della personalità umana dal punto di vista dei processi energetici del corpo.
L’energia in un organismo animale deriva dal cibo e il processo chimico della trasformazione del cibo in energia richiede ossigeno. Il metabolismo corporeo dipende dall’ossigeno introdotto con la respirazione. Con una respirazione profonda aumenta l’afflusso di sangue nel nostro organismo, che si ossigena meglio e che, dunque, si trova con maggiore energia a disposizione.

Per questo, la modalità con cui una persona respira è un parametro per misurare il suo livello energetico. Via via che si respira più profondamente l’onda respiratoria aumenta e il nostro corpo diventa più energico. Se invece il libero movimento respiratorio è inibito il risultato sarà un minor livello di energia.

In una respirazione sana la parte anteriore del corpo si muove come un tutto unitario. L’inspirazione inizia con un movimento verso l’esterno dell’addome, mentre il diaframma si contrae e i muscoli addominali si rilassano, come un’onda che si espande e si propaga poi verso il torace. L’espirazione comincia con un abbassamento nel torace e procede come un’onda di contrazione fino alle pelvi. Questo tipo di respirazione coinvolge tutto il corpo mentre una tensione in una qualsiasi parte del corpo rompe questa unità.
La maggior parte delle persone respira in modo superficiale, limitando il movimento al torace o all’addome, senza coinvolgere nel processo respiratorio tutto il corpo.

Afferma Lowen:
Se respirassimo tutti come fanno con naturalezza gli animali, il nostro livello energetico sarebbe alto e soffriremmo raramente di stanchezza o depressione cronica. Ma nella nostra cultura il respiro è per lo più poco profondo e si ha la tendenza a trattenerlo. Peggio ancora, non ci si accorge neppure di avere problemi di respirazione. Ci si butta invece a capofitto nella vita, fermandosi di quando in quando solo per dire agli altri che “si ha appena il tempo di respirare”.

Come mai per così tante persone è difficile respirare pienamente e liberamente?

Trattenere il respiro è il modo più efficace per annullare una sensazione e quindi reprimere un’emozione. Si può osservare una respirazione libera e completa nei bambini piccoli e negli animali le cui emozioni non sono bloccate. Durante la crescita si ha poi la necessità di far fronte e adattarsi alle richieste genitoriali e sociali. Si inizia così a trattenere il respito per bloccare il pianto, a irrigidire il petto per contenere la rabbia o a contrarre la gola per non urlare. Si inibisce la respirazione per non sentire emozioni “scomode” che durante l’infanzia si è iniziato a temere perché non accolte dall’ambiente sociale. Tale forma di difesa, messa in atto per reprimere sentimenti che provocano sofferenza, può cronicizzarsi sotto forma di tensioni muscolari che alterano in modo permanente la respirazione anche da adulti.

Ritrovare la consapevolezza del respiro

Tramite specifici esercizi di bioenergetica è possibile rilassare le tensioni muscolari e aumentare così la profondità del respiro. Lo scopo principale degli esercizi di respirazione è quello di aiutare le persone a divenire più consapevoli del proprio respiro, così com’è. Si cerca quindi di portare l’attenzione al proprio modo di respirare, notando dove il respiro si interrompe e quali tensioni disturbano il suo flusso naturale. Non si tratta di forzare la respirazione ma di lasciarsi respirare naturalmente. In questo modo si favorisce una respirazione spontanea che, mano mano che le tensioni muscolari e i blocchi emotivi si sciolgono, si fa più profonda e libera.

La terapia bioergetica iniza con la respirazione poiché questa fornisce l’energia per il movimento e determina una maggiore motilità nel corpo e quindi una maggiore percezione delle sensazioni corporee e delle emozioni. Più respiriamo e più siamo consapevoli e in contatto con noi stessi, ossia con il nostro corpo.
Respirazione e movimento sono fondamentali per accrescere la carica energetica dell’organismo e determinano un aumento della percezione delle sensazioni corporee. Il ruolo del movimento nel processo di risveglio delle sensazioni e di libera espressione delle emozioni lo vedremo più nel dettaglio nel prossimo articolo.

Per concludere ti propongo un esercizio che puoi fare in qualsiasi momento della giornata come pratica quotidiana per riappropiarti di una respirazione più naturale e profonda. Oppure, puoi utilizzarlo all’occorrenza, in quei momenti di forte stress e agitazione per calmare la mente e il corpo.

Sdraiati su un tappetino con le gambe leggermente divaricate, le ginocchia piegate, i piedi ben aderenti a terra e le mani appoggiate sull’addome in modo da sentire la pancia che si alza e si abbassa durante la respirazione.
La gola morbida, rilassata (porta la testa leggermente indietro per permettere l’estensione del collo e l’apertura della gola). Effettuando la retroversione del bacino, premi la colonna vertebrale al pavimento ed espira. Inspirando, invece, porta il bacino in anteroversione, in modo da sollevare il tratto lombare. Inspira cercando di sentire l’aria che dalla pancia sale verso il torace ed espira seguendo l’onda che scende dal torace al bacino. Non forzare troppo la respirazione. Se dovessi sentire un giramento di testa o dei formicolii alle mani, non ti preoccupare. Sono segni di iperventilazione. Basterà interrompere l’esercizio. Mano mano che ti abituerai a una respirazione più profonda questi leggeri fastidi spariranno. Ripeti l’esercizio per alcuni minuti cercando di notare se hai sentito l’addome sollevarsi ad ogni inspirazione e abbassarsi durante l’espirazione. Se hai notato se il tuo torace si è mosso in armonia con l’addome o è rimasto rigido. Se hai sentito costrizione alla gola. Se sei riuscito a percepire che i movimenti del bacino aumentano la profondità del respiro e l’ampiezza dei movimenti addominali.

“Quando inspiri, torni a te stesso. Quando espiri rilasci ogni tensione.”
Thich Nhat Hanh

 

Per approfondire:
Lowen, A., Lowen, L., Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, Astrolabio
Lowen, A., La voce del corpo. Il ruolo del corpo in psicoterapia, Astrolabio
Lowen, A., La spiritualità del corpo, Astrolabio